Fa vibrare la schiena fino alla corona, perché quando ritrovo la completezza della dottrina anche da persone che nell’apparenza non conosco, sento una profonda emozione fare vibrare l’intero corpo. È il richiamo della Verità che si ridesta. La complessità del caos, l’induzione al fallimento, la gloria di coloro che non sono mai nati: echi di un tempo oscuro, dalle nebbie della pandemia fino agli anni che stiamo faticosamente attraversando, dove un indottrinamento di facciata e una classe dirigente smarrita hanno fatto della propria posizione mercanzia del vuoto, venduto a caro prezzo per pieno. Il vero fulcro è l’alchimia profonda dello Spirito, la forza della Fede, quella Speranza dove la Luce del vero amore trionfa instancabile. Questa Luce l’ho vista splendere nei luoghi più impensabili, specchiata negli occhi di quell’uomo senza fissa dimora tra gli imponenti grattacieli di New York. Un’Anima Antica, spogliata di ogni mercanzia terrena, custodiva nel silenzio della strada una cultura immensa e una nobiltà d’altri tempi. La prova vivente che la radice dell’Essere non può essere corrotta dal vuoto del presente, e che la vera sapienza non ha bisogno di palcoscenici per esistere. (2007) / A Nicola: Ci sono Anime che nel corso della vita sperimentano la gentilezza, l’altruismo, la bontà innata del cuore, si parla di esseri Spirituali anche se non vestono bianco o non portano chimoni, non cerimoniano la propria conoscenza, testimoniano costruendo giorno dopo giorno quella Cattedrale dove trova Rifugio la famiglia. Che sia il marciapiede di una metropoli oceanica o la sacralità del focolare domestico, la sostanza della Fede è la medesima. Temporali, uragani, la radice è forte e profonda, attinge anche dalla sorgente sotto l’antica pietra oramai seppellita dal tempo. Queste elevate persone crescono e si rafforzano fino al compimento della loro missione, un testamento alchemico che chiama l’umanità presente a imitare, ripercorrere quelle impronte luminose. Ho conosciuto Domenico, quando ancora il frutto era verde, spensierato, poi il numero e il Sacramento, l’Altare e la famiglia riunita per le ricorrenze, la memoria. Dall’albero si Riconosce il frutto, e dal frutto sono molti i semi che la terra chiama a sé, molti radicano e così quella parola pronunciata in Nicola torna a Respirare, far fiorire quel Giardino dove l’eroe diventa agricoltore, e il vento voce narrante. (Lunedì 20 Luglio 2026)
Ancora tra gli astri
Sento il bene dove la bellezza addormenta il buio, e la luce si riflette nei fiori. Respira la pietra, continua a cantare la sua gloria. L’anziano albero reciso racconta sotto voce una storia, quasi a voler narrare l’acqua che penetra in profondità, come per riscatto a quella tenera età. (Mia) – L’oro dei campi che ardono al sole, il silenzio della comunione, il suono compone rime nella poetica di una casa che diviene rifugio. La lirica di chi ha viaggiato e si è fermato a osservare quel vento tra i rami dei carrubi, come degli ulivi e il fico d’india, la sera sotto un manto stellato, anche l’acqua diviene vino pregiato. (A Costanza) / Come nasce un bambino? Come sboccia un fiore? Un bruco diventa farfalla, il sapore di un fico, il latte che sgocciola dai suoi rami, l’acqua della cisterna e l’odore del basilico, il cielo la notte diventa un manto stellato e il mio desiderio, ancora tra gli astri. (Terre di Martorina)
Dimensioni dell’Anima
Il tempo di correre senza freni, lanciarsi da quell’altezza protetto dal ricordo, alzarsi la notte come al mattino sentendo quell’odore che sapeva di casa. Un cuscino, gli affetti tanto cari, quei sentimenti difficili da scovare, la provenienza da un tempo ancora assai lontano. Dicevano 12 o forse 13, camminavano lasciandosi tutto alle spalle e portando con sé il dono più grande. Il Battesimo, l’Acqua, il Codice Sacramentale, il Perdono, il Viaggio dell’Anima, la luce e il suono, la porta. (Il Terzo Fiore)
Il Respiro del Magma nel Suono del Mare
Bisogna Rispettarlo il Vulcano, Amarlo, Sentirlo scorrere dentro, lasciarlo Respirare anche dove il suo essere si è fatto pietra, anche dove l’uomo non riesce a scorgere la sua Natura, profonda e preistorica che domina le nostre terre. (Scogliera Bene Inestimabile) – Esistono opere che non si limitano a farsi guardare, ma chiedono di essere ascoltate con l’udito interno, quello che si attiva soltanto quando il rumore del mondo si azzera. Il dipinto del 2016, parte della collezione Rosso e Blu, nato come atto poetico per la città di Catania, compie esattamente questo miracolo sensoriale: ci rapisce e ci deposita delicatamente all’interno di una cellula primordiale, in un limbo fluttuante dove il tempo si ferma e lo spazio si dilata. Guardare questa carta significa scivolare in un sonno vigile, un abbandono consapevole che guarisce e rigenera. Quella campitura blu, liquida e pulsante, smette di essere semplice pigmento per trasformarsi nel liquido amniotico di un immenso grembo cosmico. È il Mediterraneo che tutto avvolge e custodisce, una pancia materna che culla il mito, la leggenda e la memoria ancestrale. In questo oceano interiore, le forme geometriche fluttuano prive di gravità, come i primi sogni di un organismo che sta per nascere. C’è un senso profondo di protezione e di assoluto isolamento acustico: è il regno del “silenzio sonoro”, dove l’unico rumore percepibile è il battito ritmico e ovattato di un cuore millenario. Ma dentro questo silenzio placentare, una frequenza vibrazionale interroga la nostra carne. Sono i nuclei di un rosso carminio, saturo e viscerale, che accendono le geometrie fluttuanti. Non è un rosso di violenza, ma di vita pura, pura energia termica che scorre sotto la pelle dell’acqua. È il respiro profondo dell’Etna, il fuoco sotterraneo che pulsa nella pancia della terra e che si fa battito cardiaco condiviso. L’opera ci sussurra un monito che risuona come una ninnananna ancestrale: il Vulcano non è un elemento estraneo da temere, ma una presenza da amare, da sentire scorrere dentro, un’estensione del nostro stesso corpo. Anche dove la sua forza si è fatta pietra, anche lungo quella Scogliera violata dall’uomo, l’Etna continua a respirare. Il dipinto ci invita a chiudere gli occhi della mente e ad aprire quelli dell’anima per scorgere la sua natura preistorica e sacra. Fluttuando in questa cellula di puro azzurro, riscopriamo il rispetto viscerale per un territorio dove il fuoco incontra l’acqua, e l’uomo, finalmente, impara a fare silenzio per mettersi in ascolto della vita. (Esistenzialismo Cromatico)
Dal Crepuscolo della Torre
Mentre il delirio geometrico dell’artificio umano prova a stuprare il buio, catalogando l’ignoto cosmico e calcolando vili contromisure contro i corpi celesti, questa specie rivela la sua cronica impotenza. Siamo l’ultimo anello di un’evoluzione intellettuale e spirituale rimasta analfabeta, eppure pretendiamo di recintare l’universo e di sottomettere il tempo alla nostra miopia meccanica. Nelle stanze dell’illusione, dove il potere banchetta, la memoria viene sistematicamente sradicata; una stanchezza inesorabile svuota le sale consiliari del loro sangue storico, sostituendolo con la finzione di un dominio di carta. Chi siede a quelle tavole è cieco davanti alla fragilità della carne e ignora l’Infinito affetto del Padre dei padri. L’Altissimo osserva oggi, con una spossatezza siderale, questa sua tanto amata ma sorda umanità. È la stanchezza metafisica di un Padre che i figli hanno smesso di ascoltare; una forza eterna costretta a vigilare sul loro istinto autodistruttivo, a stanarli da quel bosco fitto dove corrono incontro alle belve, mantenendo un sonno vigile che è il riflesso di un affetto dolce e smisurato. Ma la terra rigetta l’artificio. Quando l’Etna tossisce, l’intera impalcatura sociale trema e crolla nel fango; una ferita rossa squarcia la tela della nostra presunzione, tracciando il confine esatto del nostro respiro limitato. Non c’è via di fuga nei calcoli: esiste solo l’impatto con l’errore. Questo squarcio cromatico sulla parete non è un timido monito, ma un atto di rieducazione spirituale. È il momento di rovesciare l’arte e la verità sulle tavole del comando, disarmando l’illusorio potere per tornare a proteggere i più fragili. La svolta è un graffio interiore inciso nella materia, perché l’unica moneta rimasta in questa frequenza di memoria, è il battito crudo del cuore: un oblio apparente, un vortice che risucchia il respiro solo per ricordarci di respirare insieme, custodi di quell’ultima, dolcissima raccomandazione di salvezza.
Chi conosce la terra rispetta lo spirito
Il valore spirituale, vibrazionale, la memoria che risiede in ogni cosa esposta al tempo, allo spazio, agli elementi. Sentire prima di vedere, respirare prima di sapere, l’importanza che riusciamo a dare. Il toccare, il connettersi col cuore pulsante, l’ascoltare, il decifrare una lingua universale fatta di rispetto e condivisione. San Giovanni Li Cuti è un’iniziazione. (Sicily needs love)
Se un giorno sarà, siederemo nello stesso tavolo. (Mia)
Dolce Mia, ancora oggi mi chiedono di te, eravamo un tutt’uno e chi ci incontrava sapeva della nostra simbiosi. Mi allontano dal dolore perché sento questo tuo desiderio dal mio cuore. Ieri sono tornato dove tu riposi e viaggi, ho fatto tanta strada per venirti a riporre questa pietra bianca rinvenuta tra i rifiuti prima di partire per New York nel 2007. Fiamma che nel 2011 fino a ieri era al centro della Casa Museo Sotto l’Etna a proteggere l’armonia planetaria sotto un murale nato per l’Esplosione di Fukushima, Una Candela per il Giappone. Tutto quello che ho vissuto l’ho condiviso con te, e ora mi sento fuori luogo in città e questo tu lo sai, spero presto meditare dinanzi il sigillo del nostro amore. A te devoto. (Terre di Martorina)
Codici Sensoriali
La luce del fuoco, la meccanica del cuore, l’accordamento nel tempo. Il suono del silenzio, lo spazio. Viaggio attraverso le onde. Il vento, l’arco, la pressione dei mari, l’influsso del manto diviene mantello. Dimensioni del corpo tra micro e macro, desiderio della foglia. Sorgente, sincronia del sapere, eccede di speranza al maturare del frutto. (Dimensioni Interiori)
La corruzione è la spezia dell’inganno
Non penso risolvere qualcosa, una difesa, una panchina indotta, l’isola presente e riflessiva, aperta e accogliente. Perdono e riconciliazione nonostante la corrente voglia distrazione. Una società fatta da rappresentanti che ambiscono primeggiare, dovrebbero essere personaggi illustri, invece si sfidano all’ultimo sangue, investono su un’immagine priva di contenuti. Sociopatici social, una falsa narrazione, l’approvazione, un like sponsorizzato dal decadimento, la regressione, l’annichilimento. (Politica)
Senza Tempo
Acrylic 15 cm – Fragile e ordinato decifra il sogno, distratto dal punto ritorna a miscelare l’acqua, riemerge la memoria dal respiro del tempo. La terra, i semi e gli odori, lo scorrere dei ricordi e l’aridità dello spigolo, immerso il legno restituisce l’isola al mare. L’aurora tra le stelle culla l’ingenua creatura, il vento in un tuffo dissolve l’ansia. La gioia dell’essere nato, il contrasto e il sapore, il solletico del cuore. Rispetta gli ostacoli, le tende e il sipario, il ticchettio come le onde si prolungano, l’età avanza. Un ricordo, le parole, una testimonianza nata dal sudore. (Carta del Pane)


















