Da tempo il mio cuore sente questo

Appello Istituzionale Per il Sindaco e la Città di Catania – Istanza per il riconoscimento alla memoria di Stefano Coco nel Viale degli Uomini Illustri. (Villa Bellini) / Signor Sindaco, Ci sono uomini che non appartengono solo alla propria famiglia, ma diventano carne, respiro e anima della città che li ha generati. Stefano Coco è stato, per chiunque lo abbia conosciuto e per la Catania che si spende ogni giorno, il vero anello di congiunzione tra Catania e Catania: una cerniera tra il passato glorioso della nostra identità e il futuro della nostra coerenza sociale. Da tempo il Viale degli Uomini Illustri alla Villa Bellini attende un segno che parli di autenticità contemporanea. Chiediamo che la città riconosca questo dono attraverso un’opera, una scultura in ghisa, che fissi nel tempo il ricordo del nostro amico. Stefano è stato un esempio: cuore buono e leone indomito. Ha combattuto e amato, si è speso unicamente per le cause giuste e, dote rarissima oggi, non era vendibile. Questa non è una richiesta che nasce da un ristretto gruppo di nostalgici; questa è la voce di una Catania profonda che desidera vedere i suoi figli più autentici e incorruttibili storicizzati nel cuore verde della città. Perché di uomini liberi e autentici come Stefano, Catania ne ha un disperato bisogno. (Il Giardino dentro il giardino)

Stefano Coco Viale Degli Uomini Illustri Catania Il Giardino dentro il Giardino

Parco (Corso) Martiri della Libertà, Catania

Provo un profondo rammarico per il travestire imperterrito di operazioni prettamente speculative in bene comune, nel sentire la narrazione che una volta poteva essere considerata giornalistica, oggi arruolata con mancette per eventuale saldo Suv. Non credo ci possa essere più un ritorno di parole che possano chiamare a sé un margine di altruismo quanto la famelica insaziabilità dell’irrealizzazione voglia consolidarsi al servizio di un arido pensiero. I volti rappresentano azioni, e le azioni hanno superato quello che umanamente questa terra potesse minimamente immaginare. Sembra quasi una provocazione al sentire di coloro che godono del semplice suono delle cicale oramai scomparse. Per chi osserva distaccato dai compromessi, emarginato da una corte decadente che cerca elevarsi ancora dietro macerie in avvenire, il mio pensiero è superficie nell’abisso che non oso nemmeno pronunciare a dispetto di tale corruzione. Una ferita pubblica rischia divenire cancrena intellettuale. Nessuna pretesa da una moltitudine di individui, nessun rimprovero, non provo più niente per questa incoscienza fatta pubblica, per questo dilagare di affetto pregno di interessi, solo un sogno, il cercare di rimediare. (1mqdb)

Parco (Corso) Martiri della Libertà, Catania

Lo Stupore dei Mondi

Quando noi siciliani sentiamo di Federico, proviamo una profonda emozione che ci accarezza, rassicura. Il Re fanciullo, colui che ha appreso dalla strada e nella strada ha posto la sua Corte. Federico, era attento, scorgeva la parola in simboli e immagini, il suo cuore era denso, ricco di memorie, di passi scalzi tra le mura e sotto gli alberi. Toccava l’acqua per scandire pensiero e accarezzava il cavallo per comprendere il vento, e quando accendeva un fuoco la sua preghiera si raccomandava allo stupore di quella luce che scaldava e illuminava. Di Federico sono molte le legende, una in particolare lo ritrae fare un passo indietro dinanzi la Santa Patrona di Catania, Agata sussurra al suo cuore: “È l’umile che governa la Terra”. Oggi, siamo avvolti, quasi assorbiti da miti evanescenti, cerchiamo di avere sempre di più, nonostante ieri solo in pochi godevano di ciò che nel contemporaneo passa quasi inosservato, dovuto. Lo spettacolo di un tempo, quando ci si sedeva sulla pietra, la sabbia diveniva carta, e la parola promessa echeggiava nel solitario che grato coltivava il suo giardino. Antiche melodie l’anima pronunciava, e la pioggia quasi mai tardava a nutrire l’operato. (Federico di Sicilia)

Sociale Claudio Arezzo di Trifiletti San Marco Sala Consiliare Rispetto Pianeta

Il Teatro della Commedia

Chi oggi desidera speculare sull’immensità del Vulcano Etna trasformandola in fondazione, facendola divenire una cassa finanziaria senza precedenti, dovrebbe prima inchinarsi alla sua Entità Primitiva, magari farsi un giro in Islanda per comprendere quanto il parassitismo abbia falciato questa terra di miti e legende. Scavi, perforazioni, profanazioni della natura, un mondo Minerale usurpato. Ci vuole Anima, conoscenza antica e molta, molta sensibilità. (1mqdb) – Litigano, si insultano, si diffidano vicendevolmente, si elevano portatori del buonsenso, la vana gloria da tutelare, il potere. Decapitano l’illustre, raccattano voti e consensi attraverso promesse prive di senso, saliti sul podio ripudiano la parola. Utilizzano, comprano, ne fanno cosa giusta, il riunirsi e il consolidarsi. Tutti contro tutti fino al taglio della torta, il dolce, il banchettare, l’esempio, il seppellire il galantuomo che ha lasciato impronta, nessun ritegno. (Politica) / Il Valore delle Risorse Umane \ Asfaltano, demoliscono e con fondi, prestiti sulla stessa pelle della comunità, edificano umori privi di memoria. Sussulti d’anima di un giardino disegnato dal cuore, l’infanzia, la vecchiaia, il racconto, l’insegnamento. Alberi testimoni, panchine e predicati, pietre e strofe messe in rima. Battesimi, compleanni e addii, comunità legate dai ricordi, il rispetto dei luoghi divenuti casa. Oggi le altalene sono strappate al vento, e il canto delle cicale, silenzio. (Denuncia Sociale)

Casa Museo Sotto L'Etna Needs Love

Pioggia nei Roseti, Corrispondenze Sentimentali

Quando le fronti parlano i cuori danzano – L’atto creativo affidato alla scrittura, forme strutturali di un pensiero, Il trasferimento dell’immaginario. Matematica animica, la geometria mutante nello spazio. Il parto, la trasformazione, le reazioni nell’individualità. L’imbarcazione navigante, spirito dell’equipaggio, il dettato dell’invisibile nelle sale della memoria, il pensiero in atto. Antenne, corpi vibranti che interagiscono in una dimensione quantica, il respiro connesso. (Scala Quaranta)

Pioggia nei Roseti Casa Museo Sotto l'Etna
corrispondenze installazioni arte claudio

Quando la saturazione ha colmato il limite, tutto il resto diventa retorica

Fin dalla nascita il fare era stata la sua danza, la terra gli raccontava di un Giardino nato dalle mani di un bambino. Pietra su pietra aveva costruito un mondo fatto di universi. Fatica e sudore, passione di un fiore. L’energia fluiva tra quelle dita che di fantasia e amore aprivano la via senza destare confusione all’incomprensione. Chi sapeva vedere, sentiva e odorava d’affetto, altri attingevano senza dare sospetto. L’albero era cresciuto, aveva vissuto tempeste e tramonti, albe e trionfi. (Casa Museo Sotto l’Etna)

Il sale e la Casa Museo Sotto l'Etna

Assunzione, e poi si ritorna a casa!

La sabbia qui è pulita, il suono è quello del mare e la stessa spiaggia partorisce di continuo pietre quasi ovali. La riserva e l’assunzione, un fermo immagine senza interruzione, il creare della natura priva di qualsiasi corruzione. Fermi ci lasciamo cullare da quel danzare armonioso, il cielo è pregno di mistero, di dolore e distacco, di separazione da un mondo all’altro. La raccomandazione, l’ancora e il galeone, il viaggio e il ritorno, la rotta e l’abbraccio eterno, La Madre Misericordiosa. (Riserva dell’Irmino)

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Nettare del Cratere Memoria Cosmica

L’Etna respira e la sua cenere si posa sulle terre siciliane come una rugiada scura, un velo protettivo e ancestrale che accoglie l’ombra passeggera dell’eclissi. In questa coincidenza cosmica di fuochi sotterranei e oscurità celesti, sorge il desiderio intimo di raccogliere questo respiro, di farne un vaso. Il mattino ha chiamato a sé un bagno purificatore alle prime luci dell’alba in un luogo sacro alla memoria: La Fossa dei Serpenti ad Aci Castello. Tra quelle stesse acque e scogliere laviche dove un tempo presero vita i riti della quadrilogia espositiva: da Percorso Inverso a Sorrisi Dipinti, fino alle vette energetiche di Imprints New York e Barcellona. Il macrocosmo celeste incontra il microcosmo del dolore privato. Il flusso della perdita si connette inevitabilmente all’elaborazione del lutto per Mia, nell’attesa persistente di un ritorno a Terre di Martorina, in un’altalena costante tra giustizia e ingiustizia, su piccola e larga scala. Il dolore per le ferite inflitte alla terra si fa manifesto tangibile del nostro tempo. Si assiste inermi a uno scenario desolante: decapitano alberi, recidono radici secolari, asfaltano fiumi e demoliscono la bellezza dei beni comuni. Secernono disperazione per poi elevarsi in ipocrite processioni sociali. Vi è un odio profondo verso tutto ciò che esprime un sentimento puro, un risentimento che nasce proprio dall’incapacità biologica ed emotiva di poterlo sentire. Alla fine dei tempi, mentre alcuni scelgono la via dell’imprudenza e dell’arroganza, altri cercano semplicemente di darsi pace, comprendendo la cecità degli stolti che perseverano nei loro errori, ignorando i segnali del tempo e della luna. In questo passaggio si palesa una certezza: per alcune anime non si tratta di una mancanza di fede, ma di una rinuncia totale al sapore dell’esistenza. Corpi che camminano nel quotidiano privandosi del respiro autentico; gusci spenti che galleggiano nel vuoto dell’ingiustizia, mentre l’arte resiste come ultimo faro di armonia globale e cura per il mondo. (Tra il Buio e l’Autenticità)

Aci Castello Sicily needs love Castello Normanno
2 Om Shanti Aci Castello Sicily needs love
3 Respect Planet Sicily needs love Vibrant World Sicily needs love Aci Castello
4 Aci Castello Comune Sicily needs love Catania Visionaria
5 Il Terzo Fiore Alchimia Rosa Mondo Cortile delle Nevi Trinacria

Angelica

Uno zio ha sempre qualche raccomandazione, qualche suggerimento, qualche storia nuova da ricordarsi, ma poi con gli anni ti rendi conto che è il profondo affetto, la stima e l’orgoglio per quella creatura che hai visto nascere e continua a sorprenderti di giorno in giorno. Amore mio, diciassette anni, stai sempre attenta e indossa scarpe comode che sei alta.

Angelica

Un profondo desiderio di cose e azioni giuste

A diciotto anni dal culmine di quel percorso espressivo la memoria artistica del Castello Normanno di Aci Castello riprende vita per ridefinire i contorni di una straordinaria resistenza umana e intellettuale. Tra quelle mura laviche l’artista, ha consumato un vero e proprio rito dando vita a una quadrilogia espositiva che ha unito la Sicilia al resto del mondo. Tutto ebbe inizio nel 2005 con il debutto di Percorso Inverso Uso e riuso della materia, un’esperienza visiva e sonora concepita per riscattare la materia morta destinata alla macerazione e trasformarla in un veicolo alchemico di rinascita spirituale contro le alienazioni della globalizzazione. L’anno successivo nel 2006 il viaggio interiore si è evoluto con Sorrisi Dipinti, un grido visivo contro l’omologazione sociale e l’ipocrisia moderna pensato per stimolare le coscienze intorpidite a riscoprire l’autenticità dei sentimenti e il valore puro della condivisione empatica. Nel 2007 la fortezza si è trasformata nella prima sede espositiva italiana di Imprints New York, accogliendo e facendo risuonare dentro le proprie fessure secolari le impronte energetiche catturate pochi mesi prima tra i grattacieli di Manhattan e le vertigini dell’Empire State Building. Il cerchio si è idealmente chiuso nel 2008 con il quarto appuntamento intitolato Polvere & Imprints Barcellona, un’estensione del flusso mediterraneo che ha celebrato la fusione culturale e l’istinto dei popoli costieri. Questo intero ciclo storico svoltosi puntualmente nella torrida cornice stagionale tra il 27 Luglio e il 28 Agosto ha richiesto all’artista un immane sacrificio fisico e intellettuale. Sotto il sole cocente di Luglio su una pietra lavica che accumulava e rigurgitava un calore asfissiante Arezzo di Trifiletti ha vissuto lo spazio come si faceva un tempo trasportando e salendo le imponenti opere a braccia una per una lungo le scale impervie del maniero. L’antico bastione un tempo prima tesoriera e custode delle Reliquie di Sant’Agata ha riattivato la sua antica genetica spirituale per connettersi con le metropoli di New York e Barcellona. Il profondo messaggio originario condiviso dal primo cittadino Silvia Raimondo e dall’artista è così sopravvissuto ai giochi di potere concretizzandosi nel manifesto internazionale Imprints of Peace, un faro di armonia globale che ancora oggi a distanza di diciotto anni dimostra come il sacrificio dell’arte possa curare le ferite del mondo contemporaneo e valorizzare le radici ancestrali della propria terra. (Scale del Sapere)

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Mural Art Claudio Mario Andrea Cortile delle Nevi