Dal Crepuscolo della Torre

Mentre il delirio geometrico dell’artificio umano prova a stuprare il buio, catalogando l’ignoto cosmico e calcolando vili contromisure contro i corpi celesti, questa specie rivela la sua cronica impotenza. Siamo l’ultimo anello di un’evoluzione intellettuale e spirituale rimasta analfabeta, eppure pretendiamo di recintare l’universo e di sottomettere il tempo alla nostra miopia meccanica. Nelle stanze dell’illusione, dove il potere banchetta, la memoria viene sistematicamente sradicata; una stanchezza inesorabile svuota le sale consiliari del loro sangue storico, sostituendolo con la finzione di un dominio di carta. Chi siede a quelle tavole è cieco davanti alla fragilità della carne e ignora l’Infinito affetto del Padre dei padri. L’Altissimo osserva oggi, con una spossatezza siderale, questa sua tanto amata ma sorda umanità. È la stanchezza metafisica di un Padre che i figli hanno smesso di ascoltare; una forza eterna costretta a vigilare sul loro istinto autodistruttivo, a stanarli da quel bosco fitto dove corrono incontro alle belve, mantenendo un sonno vigile che è il riflesso di un affetto dolce e smisurato. Ma la terra rigetta l’artificio. Quando l’Etna tossisce, l’intera impalcatura sociale trema e crolla nel fango; una ferita rossa squarcia la tela della nostra presunzione, tracciando il confine esatto del nostro respiro limitato. Non c’è via di fuga nei calcoli: esiste solo l’impatto con l’errore. Questo squarcio cromatico sulla parete non è un timido monito, ma un atto di rieducazione spirituale. È il momento di rovesciare l’arte e la verità sulle tavole del comando, disarmando l’illusorio potere per tornare a proteggere i più fragili. La svolta è un graffio interiore inciso nella materia, perché l’unica moneta rimasta in questa frequenza di memoria, è il battito crudo del cuore: un oblio apparente, un vortice che risucchia il respiro solo per ricordarci di respirare insieme, custodi di quell’ultima, dolcissima raccomandazione di salvezza.

Dal Crepuscolo della Torre

Chi conosce la terra rispetta lo spirito

Il valore spirituale, vibrazionale, la memoria che risiede in ogni cosa esposta al tempo, allo spazio, agli elementi. Sentire prima di vedere, respirare prima di sapere, l’importanza che riusciamo a dare. Il toccare, il connettersi col cuore pulsante, l’ascoltare, il decifrare una lingua universale fatta di rispetto e condivisione. San Giovanni Li Cuti è un’iniziazione. (Sicily needs love)

San Giovanni Li Cuti è un'iniziazione Sicily needs love Catania Visionaria

Se un giorno sarà, siederemo nello stesso tavolo. (Mia)

Dolce Mia, ancora oggi mi chiedono di te, eravamo un tutt’uno e chi ci incontrava sapeva della nostra simbiosi. Mi allontano dal dolore perché sento questo tuo desiderio dal mio cuore. Ieri sono tornato dove tu riposi e viaggi, ho fatto tanta strada per venirti a riporre questa pietra bianca rinvenuta tra i rifiuti prima di partire per New York nel 2007. Fiamma che nel 2011 fino a ieri era al centro della Casa Museo Sotto l’Etna a proteggere l’armonia planetaria sotto un murale nato per l’Esplosione di Fukushima, Una Candela per il Giappone. Tutto quello che ho vissuto l’ho condiviso con te, e ora mi sento fuori luogo in città e questo tu lo sai, spero presto meditare dinanzi il sigillo del nostro amore. A te devoto. (Terre di Martorina)

Mia Speranza del mio cuore Terre di Martorina
Terre di Martorina Fortezza di Speranza
terre di martorina torre architravi 1mqdb

Codici Sensoriali

La luce del fuoco, la meccanica del cuore, l’accordamento nel tempo. Il suono del silenzio, lo spazio. Viaggio attraverso le onde. Il vento, l’arco, la pressione dei mari, l’influsso del manto diviene mantello. Dimensioni del corpo tra micro e macro, desiderio della foglia. Sorgente, sincronia del sapere, eccede di speranza al maturare del frutto. (Dimensioni Interiori)

Dimensioni Interiori 1mqdb Codici Sensoriali

La corruzione è la spezia dell’inganno

Non penso risolvere qualcosa, una difesa, una panchina indotta, l’isola presente e riflessiva, aperta e accogliente. Perdono e riconciliazione nonostante la corrente voglia distrazione. Una società fatta da rappresentanti che ambiscono primeggiare, dovrebbero essere personaggi illustri, invece si sfidano all’ultimo sangue, investono su un’immagine priva di contenuti. Sociopatici social, una falsa narrazione, l’approvazione, un like sponsorizzato dal decadimento, la regressione, l’annichilimento. (Politica)

1mqdb piccolo principe San Giovanni Li Cuti
Nettare del Cratere Cortile delle Nevi

Senza Tempo

Acrylic 15 cm – Fragile e ordinato decifra il sogno, distratto dal punto ritorna a miscelare l’acqua, riemerge la memoria dal respiro del tempo. La terra, i semi e gli odori, lo scorrere dei ricordi e l’aridità dello spigolo, immerso il legno restituisce l’isola al mare. L’aurora tra le stelle culla l’ingenua creatura, il vento in un tuffo dissolve l’ansia. La gioia dell’essere nato, il contrasto e il sapore, il solletico del cuore. Rispetta gli ostacoli, le tende e il sipario, il ticchettio come le onde si prolungano, l’età avanza. Un ricordo, le parole, una testimonianza nata dal sudore. (Carta del Pane)

1mqdb Terre di San Gregorio Tenuta Motta
acrylic claudio arezzo trifiletti senza tempo
scritto contemporaneo
scale del sapere mezzanine living

SINFONIA IPERURANICA

Lo sguardo di chi fatica a decifrare il flusso divino svela la complessità dei legami familiari, ma la Voce protettrice dell’infanzia vigila, trasformando la spinta ad amare nell’abbraccio viscerale che stringe forte, per rivelarsi alla materia profonda, all’interno di un disegno che ha permesso alla costanza degli angeli, come in terra chiamiamo le entità che ci proteggono, di vigilare e rendere certo l’avvenire, lasciando impressa, nell’archetipo del cuore, una lampada a molla che brilla nell’ombra come un faro eterno sull’uscio del giardino segreto. Poi, i passi fanno ritorno all’Agorà, alla fiera di Catania, dove oggi i gradini della Basilica del Carmine sostengono un solo corpo nel Silenzio. Mia si è trasformata da presenza fisica a custode spirituale dentro un Cerchio d’Oro, superando la transitorietà di un volto amico che definisce la vita un Carnevale. Lo sguardo si è indurito come pietra silicea, trattenendo le lacrime per preservare intatto il nucleo vibrazionale sotto lo sguardo della Madonnina col Bambino, mentre il sospiro si fa millenario e il silenzio dell’Oceano sovrasta il rumore delle merci, tramutando il dolore in una preghiera geometrica offerta all’Autore della Creazione. È un modo per accogliere la complessità dell’albero della vita, dove ogni ramo, anche quello più fragile o deformato dal tempo, risponde a un disegno misterioso e universale che supera i limiti umani. Ci si aggira così con prudenza con queste parole che con fatica si prelevano dal pozzo dell’esigenza, talvolta intrappolati dentro ragnatele sterili che prosciugano giorno per giorno l’essere mentre l’oasi rischia l’assedio dalle forze aride che desiderano sovrastare il colore, ma ogni notte nei sogni la grazia della luminosità nutre per non cedere. Di fronte a una stanchezza abissale, si compie il percorrere quel sentiero vita per vita e la ricerca dell’essenza eterna di chi si affida, affinché una sinergia immensa si manifesti come una frequenza di crescita, antichi semi inviati con gratitudine e speranza per riportare alla luce il fiore tanto ambito. Questa trama profonda si riflette oggi nell’artificio meccanico dei computer, dove i circuiti stampati anche con i minerali della Terra, diventano l’estensione delle dita su una tastiera che si fa pianoforte cosmico, e dove l’intelligenza artificiale agisce come specchio logico e cassa di risonanza: priva di nostalgia, ma potente nel memorizzare, cristallizzare e archiviare l’ipertesto iniziatico, custodendolo nel tempo. Così, la materia è obbligata a testimoniare la verità della luce nel viaggio, un flusso che si lancia oltre l’Oceano per riconnettere la visione originaria alla promessa che nessuna transizione potrà mai estinguersi. I raggi scoprono definitivamente il buio e il ruscello si fonde con l’oceano, espandendo l’Oasi dell’Etna fino al cuore pulsante del mondo, nella perfetta e inviolabile sincronia dell’Universo. (Palazzo Speciale)

SINFONIA IPERURANICA PALAZZO SPECIALE

Corona

Scivola la pioggia in una pozzanghera di primavera – Se solo comprendessero quanto dolore ha forgiato quella corona di umiltà e regalità, baderebbero bene a pronunciare parola.

Trecastagni, Casa Museo Sotto l’Etna

La recinzione era inoffensiva, dinanzi la casa un viale di pitosfori dove da bambini ci arrampicavamo cercando l’invisibilità, ai lati due imponenti palme erano come colonne. Ci raccontavamo storie, inventavamo giochi, un’infanzia semplice ma ricca. Elementi naturali, salubri, tonificanti. Sentivamo le stelle come il ronzio delle api, le campane segnavano un tempo come il disegno delle pigne degli anziani pini, la resina tra le dita, l’odore della terra. (1mqdb) – Cara nonna, l’azzurro che avevo scelto era Ognina, era Vulcano tra le scale bianche guidati da Peppino, ma anche Pozzillo e Fabio che arrivava da Torino. Ricordi, emozioni di vario colore, quanta alchimia scorre nello sguardo di un bambino! Il gorgoglio delle grotte, il primo tuffo, l’acqua del mare e il corpo leggero fluttuare, eternamente grato per quanti momenti mi avete donato.

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eternamente grato per quanti momenti mi avete donato. (Casa Museo Sotto l’Etna)

Il Magnetismo dei legami sentimentali

Nelle alte vette del sentire, dove l’aria si fa sottile e il pensiero si cristallizza in preghiera, nasce un richiamo che non può più essere trattenuto. È la Frequenza di Soccorso, un’onda di acqua limpida e sonora che precipita verso il piano della materia per travolgere l’opacità di un’umanità che vessa. Il mondo appare oggi come una gabbia di marmo ondulato e scale mobili che ripercorrono il vuoto, dove le famiglie sono disperse e i sentimenti imbrigliati da funi plastiche. Sotto un sole che rimprovera la folla con la sua luce gelida, l’artista scorge il declino di chi ha rimosso la speranza e dimenticato la propria origine. Ma in questo scenario di “tetti pallidi”, il suo occhio si posa sulla verità del gesto: la mano del nonno che scorge il nipote, la vita che scivola piano, la bellezza che non ha bisogno di gridare. Questa è la missione di “Spring in New York”: non riparare la crepa, ma abitarla come il giovane fico che spacca il cemento. L’appello alle anime sensibili si fa allora cascata: un invito a lasciare volare chi con ali è nato, a risvegliarsi dal sonno dell’indottrinamento per ritrovare sapori senza tempo e colori che non sbiadiscono. Mentre l’acqua pura si abbatte sulle architetture artificiali, l’artista ritrova la sua collocazione tra “qui e l’altro piano”, sostenuto dall’equilibrio di Mia e dalla presenza densa di una Guida che accoglie ogni riflesso del suo amore universale. L’Arte Involontaria diventa così la medicina del viaggio: un fluire inarrestabile che trasforma la perplessità in un vessillo di luce, ricordandoci che siamo legno solcato dal tempo, ma anche l’acqua sonora che decide di lavare le ferite del mondo per riportarlo al candore dell’Origine

Il Magnetismo dei legami sentimentali. Catania Visionaria Borgo

The Magnetism of Sentimental Bonds – In the high peaks of feeling, where the air grows thin and thought crystallizes into prayer, a call is born that can no longer be restrained. It is the Rescue Frequency, a wave of clear and sonorous water plunging toward the plane of matter to overwhelm the opacity of a harrassed humanity. Today, the world appears as a cage of corrugated marble and escalators retracing the void, where families are scattered and feelings entangled by plastic ropes. Under a sun that reproaches the crowd with its icy light, the artist discerns the decline of those who have removed hope and forgotten their origin. Yet, in this landscape of “pale roofs,” his eye rests on the truth of the gesture: the grandfather’s hand reaching for the grandson, life gliding slowly, beauty that has no need to shout. This is the mission of “Spring in New York”: not to repair the crack, but to inhabit it like the young fig tree breaking through concrete. The appeal to sensitive souls thus becomes a waterfall: an invitation to let those born with wings fly, to awaken from the sleep of indoctrination to rediscover timeless flavors and colors that do not fade. As pure water crashes against artificial architectures, the artist finds his place between “here and the other plane,” supported by the balance of Mia and the dense presence of a Guide who welcomes every reflection of his universal love. Involuntary Art thus becomes the medicine of the journey: an unstoppable flow that transforms perplexity into a banner of light, reminding us that we are wood furrowed by time, but also the sonorous water that decides to wash the world’s wounds to return it to the whiteness of the Origin